MEMORIE DELL’OLOCAUSTO
⇨ “… è una bellissima aurora!”
di Orsola Puecher
Liberazione dei bambini sopravvissuti - Birkenau-Auschwitz 27 gennaio 1945
VIKTOR ULLMAN V. Variazioni SONATA N.7 22 Agosto 1944
scritta nel ⇨ Campo di Concentramento di Terezin
The Secret Holocaust Diaries: The Untold Story of Nonna Bannister
di Nonna Lisowskaja Bannister
con Denise George e Carolyn Tomlin
[2009] Tyndale House Publishers, Inc.
;da IL TRENO VERSO L’AGONIA
Capitolo primo
Imbarco sul treno
Mio Dio - non è proprio come ci immaginavamo che fosse questo viaggio! Siamo stipati come sardine in un barattolo nei vagoni bestiame del treno. Ci sono soldati tedeschi con i fucili con noi e la mamma è spaventata. (Io lo so che lei lo è.) La mamma s’illude ancora che noi si possa scendere dal treno e dimenticare il nostro bagaglio e andarcene a casa. Giù c’è la nonna a circa venti passi, ci guarda così scioccata e sgomenta – sta piangendo - con le lacrime che le scorrono sul viso, mentre ci fa un cenno di saluto con la mano. In qualche modo io sento che non la rivedremo mai più. Il treno comincia a muoversi, mamma e io guardiamo la Nonna, finché non scompare alla vista. Alle ore 16:00 (4:00 p.m.) ognuno nel nostro vagone è molto quieto e nessuno sta parlando. Alcuni stanno piangendo sommessamente - e io sono felice di avere il mio diario e due matite.
Mi sono rifugiata nell’angolo più lontano possibile, così era come se avessi una stanza per scrivere. Ora la porta del nostro vagone è aperta, ma io posso sentire dei rumori sopra il tetto. I soldati tedeschi si sono piazzati in cima al treno, e stanno parlando e cantando. Credo che stiano bevendo – mi sembrano ubriachi. È quasi mezzanotte – la luna è così grande - noi stiamo attraversando grandi campi. Ho bisogno di andare più vicino alla porta per respirare un po’ d’aria fresca. Come mi avvicino alla porta aperta, vedo un paio di gambe con degli stivali neri a penzoloni proprio sopra la porta, poi una faccia si sporge in giù e il soldato grida, “Ciao, bella!” e io scappo via molto velocemente dalla porta. La mamma mi tira più vicino a lei, e sento che sto per addormentarmi.
L’8 Agosto 1942 annota;
Quando ci svegliamo, possiamo guardare l’orizzonte e vedere il sole che sorge dai bordi dei più grandi campi che io abbia mai visto - è una bellissima aurora! Dove siamo? Quanto siamo vicini a Kiev? Il treno sta rallentando come se ci dovessimo fermare.
Il 10 Agosto 1942 di fronte al tramonto che scorre via insieme al paesaggio al passare del treno, ci lascia questo denso e triste “addio”:
Non dimenticherò mai la vista dell’ultimo tramonto mentre stavamo lasciando Kiev. Il sole sembrava una enorme palla di fuoco rosso e arancione, e stava scendendo lentamente contro l’orizzonte alla fine dei campi senza fine. Era quasi come se il sole stesse dicendo, “Addio, cara, non ci rincontreremo mai più su questo suolo!” In piedi vicino alla porta del vagone continuai a guardare il sole finché non scomparve completamente. Poi mi sentii improvvisamente molto triste e sola. Era un “addio” che mi fece percepire che una parte di me era morta. Molti tramonti e aurore ci furono da allora in poi, ma mai nessuno così bello come il tramonto che vidi a Kiev.
Ora so che stiamo per essere condotti in Polonia, e la mamma sta cominciando ad architettare piani per scappare quando faremo la prima fermata in Polonia. La prossima fermata dovrebbe essere per il pasto. Noi strisceremo sotto il vagone e aspetteremo che tutti siano risaliti, poi usciremo rapidamente e correremo verso il bosco. La mamma sta progettando.
Traduzione di Orsola Puecher [da qui]
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